General Motors: accordo lontano coi sindacati

General Motors
General Motors

I leader del sindacato United Auto Workers hanno prolungato l’intesa con Ford e Fiat Chrysler, mentre l’accordo con General Motors scadrà ancora sabato sera. La mossa fa aumentare la pressione sui negoziatori per entrambe le parti, mentre si avvicinano alla scadenza del contratto avente durata quadriennale. E il sindacato inizia a prepararsi per uno sciopero. A confermarlo venerdì Brian Rothenberg, portavoce UAW, che ha rifiutato ulteriori commenti sui colloqui.

L’ente ha messo nel mirino General Motors, al centro delle trattative e sarebbe la prima azienda ad affrontare un sciopero. Il patto scadrà alla mezzanotte di sabato 21 settembre. È possibile che anche il contratto quadriennale ottenga proroga o sia comunque raggiunto un punto d’incontro, ma più probabilmente i 49.200 addetti dei UAW abbandonino gli impianti già domenica perché la posizione delle parti è ancora molto distante. Gli orari delle manifestazioni sono già stati pubblicati vicino all’ingresso di un ufficio UAW locale a Detroit.

UAW pronta a scioperare contro General Motors, ma i funzionari sono sotto indagine

Art Wheaton, esperto del settore automobilistico operante presso il Worker Institute della Cornell University, crede che la situazione troverà soluzione temporanea, ma la forbice tra richieste aziendali e sindacali è ampia. Il colosso americano si starebbe guardando attorno, ma incontrerebbe solamente impedimenti. Dopodiché Wheaton ha discusso di una eventuale recessione, controversie commerciali e le spese per lo sviluppo di veicoli elettrici e autonomi. È dell’avviso che ci sarà davvero un grosso problema nel soddisfare le aspettative e dare agli iscritti ciò che vogliono. I leader UAW a livello di stabilimento di tutto il Paese saranno presenti domenica a Detroit per parlare dei prossimi passi e, successivamente, il sindacato probabilmente emanerà un annuncio.

Ma plausibilmente dovranno affrontare le domande su un allargamento dell’indagine federale inerente alla corruzione, che giovedì ha alimentato un alto funzionario. Vance Pearson, capo di un ufficio regionale con sede vicino a St. Louis, ha ricevuto l’accusa con riferimento a un presunto piano di appropriazione indebita di denaro sindacale e di spendere denaro per alcolici, mazze da golf, sigari e soggiorni lussuosi in California. È la stessa Regione diretta dal presidente UAW, Gary Jones, prima di insediarsi alla massima carica l’anno scorso.

Venerdì Jones e altri dirigenti sindacali si sono incontrati privatamente in un hotel all’aeroporto metropolitano di Detroit. Dopo la fine della riunione, l’autista di Jones e altri hanno fisicamente bloccato un giornalista di AP dal tentativo di strappargli qualche commento. In una denuncia penale di 40 pagine, il governo imputa ai funzionari sindacali di aver speso 600mila dollari nella zona di Palm Beach, in California, tra ristoranti, campi da golf, sigari e proprietà in affitto, tra il 2014 e 2017. Gli accusati sostengono si sia verificato un fraintendimento e le accuse non proverebbero alcun illecito. Indipendentemente da ciò – ha spiegato Rothenberg – non permetteranno alla vicenda di incidere nei complicati negoziati in corso con GM per il riconoscimento di salari e benefit migliori.

All’UAW Local 22 di Detroit, sono stati affissi gli orari sulle finestre della hall. Il locale rappresenta il personale di uno stabilimento dislocato a cavallo del confine tra Detroit e la frazione di Hamtramck. Non si specifica l’ora d’inizio, anche se un avviso separato riporta che un gruppo renderà conto alla sala sindacale alle 6 di domenica. La fabbrica, dove vengono costruite le Chevrolet Impala e Cadillac CT6, è una delle quattro che General Motors intende chiudere.

I nodi irrisolti tra UAW e General Motors

Tra le principali aree di disaccordo, General Motors dichiara fatturati eccezionali (8 miliardi di dollari solamente nel 2018) e il personale reclama una fetta maggiore. L’associazione intende incrementare i salari annuali per proteggersi da una recessione economica, ma la società vuole pagare somme forfettarie legate agli utili. I Costruttori non vogliono costi fissi più elevati. UAW pretende nuovi modelli nei quattro centri produttivi, in cui GM intende disinvestire. I piani hanno dato fastidio, sebbene la maggior parte di quelli che sono stati licenziati otterranno impiego altrove. L’azienda attualmente ha una capacità eccessiva negli Stati Uniti.

Le Case vogliono colmare il divario del costo della manodopera con gli impianti gestiti da case automobilistiche non-americane. Il gap di GM è il più grande a 13 dollari l’ora, seguito da Ford a 11 e Fiat Chrysler a 5, secondo i dati del Center for Automotive Research. General Motors paga 63 dollari all’ora in salari e benefit rispetto ai 50 delle proprietà straniere. I membri dell’Unione hanno ottimi piani di assicurazione sanitaria ma i lavoratori pagano circa il 4% del costo.

Lo staff delle potenze a livello nazionale paga circa il 34%, secondo la Kaiser Family Foundation. E vorrebbero abbattere le uscite. Se lo sciopero avesse luogo, costituirebbe il primo sindacato sul piede di guerra contro GM dal 2007. Potrebbe doverlo fare almeno per un periodo in modo da dimostrare agli associati che hanno ricavato il massimo dall’azienda, ha spiegato Wheaton. Per riconquistare la fiducia, in parte smarrita a causa dello scandalo corruzione.

Una settimana fa, il vicepresidente Terry Dittes ha però scritto in un messaggio destinato ai vertici sindacali locali che la controparte è stata lenta nel rispondere. GM ha replicato dicendo che si stava muovendo il più velocemente possibile. Si stanno sforzano per comprendere ed esprimersi sulle proposte, disponibile tutte le volte che è necessario, ha asserito.

Donald Trump e il duro attacco a General Motors

In questo esatto momento storico, General Motors impiega meno americani rappresentati rispetto ai rivali nazionali per la prima volta, da quando la UAW ha iniziato a regolamentare le Case automobilistiche di Detroit ottant’anni fa. Ford l’ha scavalcata nel 2014, mentre Fiat Chrysler ha messo la freccia nel 2018. Per tale ragione l’attuale presidente degli USA, Donald Trump, ha criticato con termini severi il disinvestimento. Un tempo era il polo numero 1 del settore privato statunitense. Negli anni ‘50, Charles Wilson (il presidente) proclamò che il bene e quello dell’azienda coincidessero.

A ogni modo, la rete è stata gradualmente messa da parte, favorendo l’attività decentrata, in mercati dove il costo del lavoro incide meno, come il Messico e la Cina. Per Ron Harbour, vicepresidente senior responsabile della produzione globale per il consulente Oliver Wyman, GM primeggiava nettamente sulle altre compagnie, finché ha cessato molti impianti negli States durante il fallimento. Appena un quarto è rimasto operativo rispetto agli anni Settanta. La questione è tornata di attualità negli ultimi mesi. Abbandonato Lordstown (Ohio), si è ripetuta la stessa sorte a Warren (Michigan) e altre due località rischiano di fare altrettanto.

La decisione di costruire i veicoli ad alto margine come il crossover Chevrolet Blazer in Messico ha provocato sgomento in Donald Trump e nel capogruppo democratico Joe Biden. Durante un evento nello stabilimento di Orion, nel Michigan, a marzo, Terry Dittes, il vicepresidente che sovrintende al dipartimento GM del sindacato, ha promesso di adoperarsi affinché le posizioni siano mantenute. Il gruppo industriale ricerca un compromesso che non destabilizzi il già precario equilibrio.

Al suo apice, quarant’anni fa, General Motors impiegava 618.365 americani, inclusi 511mila a chiamata. Ciò quando realizzava gran parte dei pezzi internamente. Quella divisione sarà, poi, la Delphi Corp., precursore delle attuali Aptiv e Delphi Technologies. Al momento della scissione nel 1999, Delphi contava su 43.150 membri iscritti alla UAW, quasi quanto la GM. Il tracollo finanziario di un decennio fa ha comportato un drastico ridimensionamento. Tanto produceva oltre il dovuto da dichiarare fallimento nel 2009, abbandonare 14 stabilimenti e tagliare migliaia di operai. Negli ultimi anni, ha ridotto i posti negli impianti di autovetture poiché le vendite di berline in tutta l’industria sono precipitate.

UAW in rapporti con Fiat Chrysler: la tesi dell’accusa

Per quanto riguarda la denuncia penale, come parte di un sondaggio sul legame intercorrente tra la UAW e la Fiat Chrysler Automobiles, gli agenti federali hanno scoperto una cospirazione pluriennale, implicante alti funzionari della UAW che – sostiene l’accusa – rubano e intenzionalmente attingono e utilizzano i fondi in modo illecito, per acquistare oggetti di lusso e alloggi a proprio interesse personale, di presentare documenti che, erroneamente, definiscono i pagamenti come affari ufficiali.

Oltre a Pearson, la denuncia denominata “Ufficiale UAW A”, secondo una fonte, indagherebbe sul presidente della UAW Gary Jones. E sono nominati anche tre ex funzionari non identificati. I federali asseriscono che le conferenze per la “Region 5” durano in genere dai tre ai cinque giorni: eppure, Pearson e altri trascorrono settimane o mesi vivendo nella stessa città in cui sono chiamati, godendo di uno stile di vita sfarzoso pagato con fondi UAW.

Più di 600mila dollari UAW versati al Renaissance Palm Springs Hotel a Palm Springs, in California, tra il 2016 e il 2018 sarebbero stati impiegati dall’hotel per saldare i conti di alti funzionari presso le aziende locali, tra cui in ristoranti, golf resort e altro ancora. Nello stesso arco temporale, 60mila dollari sono stati utilizzati per i pasti presso i ristoranti della zona di Palm Springs, LG Prime Steak House e Johnny Costa’s Restaurant.

Nella festa di Capodanno 2016, sono stati lasciati alla LG Prime Steak House quasi 6.600 dollari, tra quattro bottiglie di champagne Louis Roederer Cristal (dal valore di 1.760 dollari), liquori (1.942 dollari), vino (1.440 dollari) e quella che sembra essere una mancia di 1.100 dollari. La denuncia cita il sito di Louis Roederer secondo cui Cristal fu “creato nel 1876 per soddisfare i gusti esigenti dello zar (russo) Alessandro II”. La UAW ha pagato all’Indian Canyons Golf Resort più di 80.000 dollari tra il 2015 e il 2018 per cibo e bevande, green fee, noleggio di club e l’acquisto di articoli come visiere, occhiali da sole e “pantaloncini alla moda”.

Gli agenti hanno calcolato che il sindacato ha pagato 60mila dollari per sigari e tabacco, umidificatori, tagliasigari e spese correlate tra il 2014 e il 2018 nei negozi di Palm Springs e Parker, in Arizona. Hanno trovato modelli di spesa simili nelle conferenze della “Region 5” tra il 2014 e il 2018 presso il Loews Coronado Resort a Coronado, in California. Il quartier generale UAW ha versato 200mila dollari al resort e il consiglio regionale del sud-ovest del sindacato 195mila. Ingenti somme corrisposte per il trasporto con autista ad eventi privati ​​, escursioni al Safari Park dello zoo di San Diego e passeggiate a cavallo sulla spiaggia, in aggiunta a più di 70mila dollari tra il 2015 e il 2018 per il green fee.

Lo stesso modus operandi è stato rilevato pure negli eventi della “Region 5” a Lake of the Ozarks, Missouri: tra il 2014 e il 2018 il quartier generale ha pagato 300mila dollari all’hotel Lodge of Four Seasons e il consiglio regionale del Midwest dell’Unione ha pagato 190mila. I pagamenti includevano più di 45mila dollari per pasti e liquori, 75mila per le spese relative al golf, 8mila per trattamenti SPA e 1.000 in un poligono di tiro locale.

Cultura dell’alcool

L’FBI rilevò una “cultura dell’alcool” nei ranghi maggiori della UAW, attribuendo il termine a un testimone che aveva collaborato, ex alto funzionario. I venditori di Palm Springs dissero che non vi era alcun limite alla quantità acquistata. I registri del venditore e le testimonianze testimoniano due party dal valore superiore ai 50mila dollari organizzate da Norwood Jewell, ex vice presidente UAW che ha diretto i rapporti di lavoro con Fiat Chrysler. Jewell è stato condannato in agosto a 15 mesi di carcere. Le sue attività presentavano liquori di altissima qualità, un cosiddetto torcedor abile nel fabbricare sigari e ragazze scarsamente vestite per accenderle.

Su mandato, sono state eseguite ispezioni in diverse case e luoghi lavorativi di alti funzionari a fine agosto. Organi federali hanno confermato all’epoca che l’abitazione di Jones, il presidente della UAW, era tra quelle perquisite. E stando alla denuncia avanzata giovedì, gli agenti avrebbero sequestrato 30mila dollari in contanti dalla residenza di UAW Offical A.

Potresti essere interessato a:
General Motors

La nuova Chevrolet Corvette Stingray Convertible nel suo primo video

General Motors

La nuova Chevrolet Corvette Stingray Convertible è stata svelata

General Motors

Chevrolet Corvette Stingray Convertible: ecco quando debutterà

General Motors

General Motors ha annunciato l'intenzione di introdurre una nuova tecnologia di bordo

Lascia un commento

in questo momento ti trovi Offline