Lamborghini Miura: classe dedicata a Pebble Beach

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Lamborghini Miura Pebble Beach

Al Concours d’Elegance di Pebble Beach parteciperanno anche cinque Lamborghini Miura, in una sezione riservata, per onorare l’icona anni Settanta. Inaugurata nel 1950, la manifestazione espone vetture storiche, seguendo un rigido protocollo di selezione. Del quintetto, tre sono state restaurate dal Polo Storico Lamborghini di Sant’Agata Bolognese. Ciascuna Miura simboleggia un’era magica, meno restrittiva nelle regole, in cui l’estro creativo incideva notevolmente sul prodotto finale. Sin dall’anteprima mondiale al Salone di Ginevra nel 1966, la GT lasciò sbalorditi e può essere considerata la prima supersportiva di impronta moderna. Il coronamento del lavoro di tecnici, giovani (il maggiore dei quali appena ventisettenne) e ispirati: il 22enne Marcello Gandini, gli ingegneri Giampaolo Dallara e Paolo Stanzani. Collocato trasversalmente con doppio albero a camme in testa, un motore centrale V12 da 4 litri rese la vettura quella più veloce di serie dell’epoca, contesa tra collezionisti.

Lamborghini Miura: cinque esemplari da collezione a Pebble Beach

A Pebble Beach 2019 sarà possibile posare gli occhi sulla Miura P400 del 1967, il 22esimo esemplare tra i 25 della gamma originale. Titolare a Zurigo di una concessionaria sportiva, il pilota svizzero Carl Foitek ne rimase proprietario dal 1967 al 1972, vendendola poi a John Middleton di Lake Forest, Illinois, che la mantenne per quarant’anni. Il terzo proprietario affidò il restauro a un esperto di Lamborghini negli USA prima di lasciarla alla californiana Tom & Gwen Price (Belvedere, California) lo scorso ottobre.

Una vera star del cinema la Miura P400 del 1968, telaio n. 3586. È infatti la stessa auto che Rossano Brazzi guidò nelle scene iniziali di Un colpo all’italiana, il film con Michael Caine. I dirigenti della Paramount la scelsero come “controfigura” per una Miura dall’identico colore, gravemente danneggiata nella violenta ripresa dell’incidente iniziale. A riprese ultimate, ritornò in fabbrica e quindi, il 2 luglio 1968, fu consegnata al suo primo proprietario italiano, mediante il concessionario Lamborghini italiano Zani. Nel proseguo entrò anche a far parte di collezioni giapponesi e britannici, infine restaurata e certificata nel 2019 dal Polo Storico Lamborghini come la vettura del film.

La P400 dello Scià Pahlavi

Conclusa nel febbraio del 1968, parteciperà all’evento anche la Miura P400, progettata per Mohammad Reza Pahlavi. Lo Scià di Persia commissionò una P400 con un volante speciale, un paraurti anteriore cromato e tanti altri accorgimenti estetici. Egli la fece portare, appositamente adibita con pneumatici chiodata, nella sua dimora a St. Moritz. Lo Scià la vendette durante la rivoluzione iraniana del 1979, poco prima della sua deposizione; successivamente sequestrata dal governo dell’Ayatollah Khomeini, venne infine segretamente esportata. Per i trent’anni seguenti ne rimase proprietario il figlio dello Scià. Nel 2018 ha subito un restauro completo e Jon & Kim Shirley (Medina, Washington) l’ha acquistata a inizio 2019.

Appartiene al nipponico Shinji Takei la Miura SVR, un pezzo unico, prodotto nel 1975. Inizialmente presentata al Salone dell’Auto di Torino 1968 come una “semplice” Miura S, nel 1974 il tedesco Heinz Steber la acquistò usata, e la riconsegnò a Sant’Agata Bolognese per convertirla in una speciale Miura “da competizione”. Dopo 18 mesi di lavoro, Steber accettò l’offerta di un appassionato nipponico che ne rimase possessore fino a tre anni fa, quando la vendette all’attuale titolare, che ha demandato un restauro completo al Polo Storico Lamborghini per riportarla all’antico splendore.

Lamborghini Miura SV: gioiello di Jean Todt

Infine, sarà presente una delle 150 Miura SV costruite, datata 1972. Per aggirare le elevate imposte di importazione previste per i mezzi nuovi, il proprietario originario, l’ex pilota della RAF Arthur Mechin chiese che le venisse conferito un numero di telaio del 1968. Costituisce una delle ultime Miura realizzate: trascorse quasi un trentennio in Sudafrica finché nel 2001 un cittadino statunitense l’ha acquistata. Dopo il passaggio nel 2016 alla leggenda di rally e Formula 1 Jean Todt, il Polo Storico Lamborghini si è assunto l’onere di restaurarla completamente nel 2018.

 

 

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