A Sochi vince Hamilton, con un pizzico di fortuna

Motorsport
GP Russia 2019 - 1

La sequenza di vittorie Ferrari non poteva che essere interrotta da Lewis Hamilton. L’inglese vince per la nona volta in campionato con la Mercedes precedendo il compagno di squadra Valtteri Bottas e Charles Leclerc. Per Hamilton è la 82esima vittoria, a meno nove gare dal record di Michael Schumacher.

Lewis Hamilton, che partiva con gomme medie, ha subito infatti il beneplacito della fortuna che ha prodotto problemi alla MGU-H della SF90 di Sebastian Vettel durante il giro numero 27. Durante quella tornata il tedesco parcheggiava la sua Ferrari all’esterno di curva 15 “provocando” un regime di Virtual Safety Car.

Senza la VSC probabilmente l’esito del GP sarebbe stato diverso

Mercedes ha infatti effettuato un doppio pit stop proprio in questo frangente, permettendo ad Hamilton di rimanere in testa alla gara. Di conseguenza, la Casa della Stella a tre punte è risultata pronta a cogliere l’opportunità. A gara aperta, Hamilton si era più volte lamentato via radio di non riuscire a tenere il passo delle due Ferrari anche se a dirla tutta il vantaggio di Leclerc rispetto all’inglese al momento del pit era di soli tre secondi.

GP Russia 2019 - 2

La VSC si è tramutata in Safety Car al 29esimo giro, quando George Russel ha perso il controllo della sua Williams a causa di un cedimento di una sospensione finendo la sua gara contro le barriere. La neutralizzazione ha scatenato il consueto valzer dei pit stop a meno di quello possibile in casa Ferrari con Leclerc. Questo probabilmente è stato un errore bello e buono del muretto Ferrari, visto che Charles disponeva di gomme medie, più dure di quelle montate dai due piloti Mercedes.

Quando Leclerc ha chiesto l’ingresso per il cambio gomme, passando alle soft, ha ceduto la seconda posizione a Bottas che durante il 32esimo giro ha controllato gli attacchi del monegasco della Scuderia Ferrari che non è riuscito nell’intendo di puntare ad una possibile vittoria.

Ferrari ha subito quindi una doppietta che non si aspettava

Il possibile poker di vittorie Ferrari è stato quindi interrotto su un tracciato tendenzialmente favorevole per la SF90. Il problema tecnico che ha colpito la vettura di Vettel è finito per condizionare anche le scelte sull’altra vettura. Vettel dopo il pit stop ritardato del 26esimo giro si era posizionato alle spalle di Leclerc, dopo che aveva condotto la gara fino a quel momento.

La strategia delle Ferrari alla partenza è stata perfetta. Leclerc, che scattava dalla pole, ha “tirato” Vettel con la scia che alla prima curva gli è finito davanti costringendo le due Mercedes ad accodarsi. A questo punto Vettel ha cominciato a tirare inanellando un numero impressionante di giri veloci posizionando Leclerc a debita distanza, senza restituirgli la posizione.

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Per ristabilire le posizioni si è dovuto aspettare il cambio gomme, anche se Sebastian ha più volte fatto sentire la sua voce chiedendo di rimanere davanti visto che aveva sopravanzato Leclerc alla prima curva. Senza contare poi che l’affidabilità gli avrebbe riservato un brutto scherzo. Di certo l’affidabilità della power unit Evo3 di casa Ferrari è un tema da attenzionare, sebbene la vettura si stia mostrando competitiva su ogni tipologia di tracciato.

Una gara a tre

Il Gran Premio di Sochi è stato tendenzialmente dominato dai primi tre. Verstappen non è mai stato combattivo per raggiungere il podio, confermando il fatto che il motore Honda possiede ancora qualche problema relativo alla potenza pura. Il suo quarto posto vale comunque oro visto che ha anche rinunciato alla seconda sosta per montare le soft, visto che sarebbe stato sopravanzato dal compagno di squadra Alex Albon. Quest’ultimo si è reso autore di una gara eccellente visto che partiva dalla pit lane e si è piazzato quinto al termine.

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Sono punti importanti quelli conquistati da Carlos Sainz con la McLaren grazie ad un ottimo sesto posto, punti che confermano il quarto posto nel Mondiale Costruttori, coadiuvato da Lando Norris in ottava posizione che seguiva Sergio Perez con la Racing Point. È evidente quindi l’ottimo stato di forma della MCL34, finalmente.

Chi ha perso due posizioni al termine è Kevin Magnussen, giunto settimo al traguardo, ma scivolato nono a causa di una penalità di 5 secondi aggiunta al termine della gara. Gara no anche per il compagno di squadra Romain Grosjean fuori già alle prime battute a seguito di un contatto con Ricciardo e Giovinazzi.

Gara da dimenticare anche per Kimi Raikkonen che dopo lo stallo della partenza si è visto superare da tutti, meritandosi anche un drive trough per regolamento. In casa Alfa Romeo le cose non sono andate meglio per Antonio Giovinazzi finito 13esimo. Buon decimo invece Nico Hulkenberg, su Renault, seguito la Lance Stroll. Kvyat è uscito indenne da una battaglia di sorpassi col compagno di squadra Pierre Gasly.

Un calvario la gara di Kubica fermato da Williams per mancanza di ricambi.

L'autore

Guardo alle sfide del settore automotive con grande attenzione e al motorsport (anche quello minore) con approccio critico, da appassionato. Cerco di trasmettere questo in ciò che scrivo ogni giorno.
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