La rivalità tra Vettel e Leclerc fa male alla Ferrari?

Motorsport
Rivalità Ferrari - 1

Ammettiamolo pure, ieri la Ferrari avrebbe potuto vincere a mani basse a Sochi portando a casa anche una perentoria doppietta. Il terzo posto giunto alla fine va sicuramente stretto agli uomini del Cavallino e ai suoi tifosi, considerando l’andamento di questa seconda fase di campionato. Qualche gara fa invece poteva anche andare bene.

La Ferrari SF90 sta andando fortissimo da un po’ di gare a questa parte, ma molte volte le prestazioni non coincidono perfettamente con l’affidabilità. Ciò che ha fermato Vettel al 27esimo giro ieri è stato un evidente problema di affidabilità, legato alla parte ibrida della sua power unit. Il tedesco in quel momento si trovava in un’ipotetica quarta posizione (alle spalle di Leclerc) e sarebbe facilmente diventato secondo visto che le due Mercedes si sarebbero dovute ancora fermare (al contrario dei ferraristi).

MGU-K un problema in Bahrain e in Russia

Anche in Bahrain era andata decisamente male, visto che Charles Leclerc aveva perso la vittoria a causa di un problema proprio alla MGU-K, stesso discorso accaduto a Vettel ieri a Sochi. Se Vettel non avesse parcheggiato la sua SF90 in curva 15, a seguito di questo problema, non ci sarebbe stata la necessità della Virtual Safety Car che è costata la gara a Leclerc.

Ancora prima di questo inconveniente, le due Ferrari andavano spedite verso una possibilissima doppietta condizionata però da una prima fase di gara dominata da continui contatti radio tra i due piloti e il muretto Ferrari. La tensione era decisamente palpabile.

Mattia Binotto

Mattia Binotto ha spiegato così la strategia che abbiamo visto alla partenza (discussa nel briefing che precedeva la gara): “Abbiamo rivisto le partenze delle edizioni passate e sappiamo quanto sia importante essere davanti al primo giro. Nell’interesse della squadra abbiamo deciso che la priorità per noi era essere in prima e seconda posizione al termine del primo giro, perché ci avrebbe consentito di controllare il ritmo, ed è ciò che è accaduto” continuando così “Scattando al via dalla prima e dalla terza posizione abbiamo concordato insieme che dovevamo evitare di fornire la scia a Hamilton, ma al contrario Charles avrebbe dato la scia a Seb, il che sarebbe stato un aiuto per lui, quindi nel caso di sorpasso avremmo valutato di restituire la posizione eventualmente guadagnata. Questo era il piano, Charles è rimasto a sinistra, Sebastian ha passato inizialmente Hamilton e ha preso la scia del compagno di squadra”.

A questo punto il muretto ha chiesto a Vettel di restituire la posizione a Leclerc (come concordato) ma il tedesco si è rifiutato più volte di agire in questo modo. Tanto che Mattia Binotto ha dovuto persino giustificarsi in qualche modo dichiarando che “in quella fase di gara Charles non era abbastanza vicino, avremmo perso un po’ di tempo in post. Sapendo che avremmo potuto decidere di farlo in seguito”.

Il pit stop del 22esimo giro come possibile undercut

Il giro 22 è stato utilizzato da Leclerc per montare le gomme medie, mentre Vettel continuava a girare in pista per altri tre giri. Il ritmo del tedesco non è stato mai all’altezza di chi avrebbe voluto mantenere la posizione, tanto che dopo il suo pit stop è rientrato in pista in seconda posizione. Ancora secondo Binotto il comportamento dei pit non è stato calcolato per restituire la posizione a Leclerc, bensì per un’usura eccessiva della posteriore sinistra del monegasco. Anche se un’analisi dei tempi sul giro di Leclerc, nelle tornate antecedenti al pit stop, non trova corrispondenze col problema riscontrato dal muretto: i tempi sono risultati praticamente costanti.

Rivalità Ferrari - 2

Chi ha invece avuto un decadimento dei tempi è stato Vettel che è stato richiamato al momento giusto.

Ora che la Ferrari SF90 va per come deve andare, emerge una possibile rivalità tra i due piloti. Ogni volta che una vettura va forte e i piloti che la guidano lo sono altrettanto, i rapporti diventano sempre più tesi. Il problema passa ora nelle mani di Mattia Binotto visto che potrebbe anche fornire qualche problema di serenità al livello dei box.

E se Vettel guardasse alla Red Bull?

Pare ci sia stata una cena a Sochi stesso che ha visto come commensali il vecchio Bernie Ecclestone, Christian Horner e Sebastian Vettel. Il ruolo di quest’ultimo al tavolo e assolutamente da scrivere. Vettel vorrebbe tornare in Red Bull? La soffiata di certo crea tensione in casa Ferrari che dovrà mettere le carte in regola in tempi brevissimi.

Le tensioni tra compagni di squadra non sono di certo una novità, ne sanno qualcosa Red Bull (che ha dovuto fronteggiare i problemi tra Webber e Vettel) ma anche Mercedes (ai tempi di Hamilton e Rosberg). Ora forse è venuto il momento anche per la Ferrari. La situazione, se vista con un altro occhio, indica un ottimo status della vettura. Tornata vincente.

Ma va risolta possibilmente prima di Suzuka. Come? Applicando nuove regole all’interno del team e sfruttando margini di tolleranza sensibilmente ridotti. Vettel ieri ha dimostrato di poter fare a meno delle indicazioni della squadra, costringendo quest’ultima ad intervenire in altro modo. In ogni caso la situazione deve essere tenuta sotto controllo, perlomeno per non vanificare un lavoro decisamente ottimo dal punto di vista tecnico. Visto che questa Ferrari sembra ora aver imboccato la strada giusta, per davvero.

L'autore

Guardo alle sfide del settore automotive con grande attenzione e al motorsport (anche quello minore) con approccio critico, da appassionato. Cerco di trasmettere questo in ciò che scrivo ogni giorno.
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