Lewis Hamilton ha dichiarato che nel suo futuro prossimo non c’è la Ferrari

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Lewis Hamilton 1

Non manca poi molto alla scadenza del contratto tra Lewis Hamilton e la Mercedes, la deadline è infatti fissata alla fine della stagione 2020. Sebbene Lewis sia arrivato in Mercedes già nel 2013, la sua carriera è stata da sempre legata alla Casa della Stella a Tre Punte. È noto infatti che la casa di Brackley ha da sempre seguito e supportato il talento inglese, già ai tempi della McLaren quando Mercedes forniva i motori al team di Woking.

Il fatto che siano diversi i contratti dei piloti più forti del Circus in scadenza il prossimo anno (a cominciare da Vettel e Verstappen), ha permesso di ragionare su possibili nuove impostazioni all’interno dei tre top team del momento. Hamilton in Ferrari? Molti hanno pensato a lui come nuovo possibile compagno di Charles Leclerc.

No, non c’è la Rossa nel prossimo futuro dell’inglese

Lo ha spiegato lo stesso Lewis Hamilton con delle dichiarazioni contenute all’interno di un’intervista rilasciata al sito svizzero Blick: “La Ferrari non è un’opzione, anche se non ho dubbi che potrei anche cambiare alcune cose in meglio lì. Ma non è il mio obiettivo. Ci sono voluti sei anni per rendere la Mercedes una squadra vincente e portarla al vertice. Adesso siamo in un’atmosfera piena di amore, apprezzamento e rispetto. Non è qualcosa che puoi semplicemente buttare via”.

Lewis Hamilton 2

Tralasciando per un attimo il fatto che un possibile approdo in Ferrari da parte di Lewis Hamilton sia più assimilabile ad un miraggio, l’inglese ha anche detto la sua su alcune strategie che nel tempo sono state adottate dalla stessa Scuderia di Maranello nei confronti dei suoi piloti.

È stato molto sportivo Hamilton quando ha dichiarato che “ero felice per Sebastian a Singapore”, anche se nello stesso momento ha anche detto che “Non dirò mai qualcosa in pubblico sulla sua situazione in Ferrari. Probabilmente non ha vissuto dei bei mesi quando si è trovato di fianco un nuovo e forte compagno” risultando scettico sulla scelta Ferrari di suddividere i piloti in prima e seconda guida aggiungendo “credo che questa non sia una bella filosofia“.

In Mercedes pare la situazione delle gerarchie sia differente

Se Hamilton giudica negativamente la strategia Ferrari di utilizzare una differenziazione dei suoi piloti, spiega anche come vengono articolate le gerarchie in casa Mercedes. L’inglese ha affermato al Blick che nel 2013, quando arrivò in Mercedes, non pretese di essere il numero uno.

L’unica sua pretesa ricadeva nella possibilità di avere “le stesse opportunità e lo stesso materiale del mio compagno” aggiungendo che “sapevo che se mi fossi impegnato duramente ed avessi fatto un bel lavoro avrei vinto. Questo è ancora il mio pensiero oggi”. Chissà che, magari a fine carriera, possa invece cambiare il suo pensiero su un possibile approdo a Maranello.

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Guardo alle sfide del settore automotive con grande attenzione e al motorsport (anche quello minore) con approccio critico, da appassionato. Cerco di trasmettere questo in ciò che scrivo ogni giorno.
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