Nico Hülkenberg, spazio ai rimpianti

Motorsport
Nico Hülkenberg - 1

Quando la tua carriera conta 172 partenze e nessun podio in saccoccia, qualche rimpianto deve pure esserci ma forse qualche cosa non è andata nemmeno per il verso giusto. Quando ti chiami Nicolas Hülkenberg e tutti in un futuro meno lontano possibile ti considerano un papabile Campione del Mondo di Formula 1 forse ci rimani ancora più male.

Se poi scorrendo tra le pagine del tuo curriculum, alla voce soddisfazioni, leggi che la più interessante tra quelle della tua carriera ti porta fuori dalla Formula 1 (una vittoria alla 24 Ore di Le Mans del 2015), la mancanza delle occasioni necessarie (o perdute) si fa forte. Considerando che l’esordio nel Circus è fissato al remoto 2010.

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Fino a qualche giorno fa nessuno avrebbe immaginato che il tedesco si sarebbe trovato in serie difficoltà per il 2020, ma forse un miraggio c’è. Nonostante gli ultimi andamenti del mercato abbiano chiuso le porte della Haas, ci sono ancora due sedili liberi. Uno in Williams, anche se Nicholas Latifi dovrebbe essere il predestinato a sostituire Robert Kubica, e uno in Alfa Romeo dove si attende la conferma o meno di Antonio Giovinazzi. Ma ci torniamo più avanti.

Nico Hülkenberg ha ammesso l’esistenza di alcuni rimpianti

Lo ha ammesso alla rivista francese Auto Hebdo, subito dopo la notizia che dava per certo Esteban Ocon seduto sul sedile della sua Renault per il 2020. Il rimpianto numero uno è legato ad un episodio interno ad una delle gare più pazze dell’ultimo decennio, durante il Gran Premio del Brasile del 2012. Hülkenberg su Force India poteva anche vincere quella gara ma nel tentativo di sopravanzare Lewis Hamilton andò in testacoda guadagnando anche una penalità. Alla fine arrivò quinto, a cinque secondi da Jenson Button che vinse la gara.

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Ecco le sue parole a tal proposito: “La manovra andò male, ma non mi auto-flagellerò su di essa all’infinito. Se non provi a superare quando ne hai l’opportunità, devi cambiare lavoro. Ci sono delle volte in cui sento della frustrazione, fino all’amarezza. Ma personalmente, nonostante tutto, dormo molto bene la notte. Ovviamente ho qualche rimpianto su certe decisioni e certe situazioni, ma fa parte della vita. Alla fine sono stato in F1 per dieci anni, dieci interessanti e intense stagioni. Poteva andarmi meglio, è vero, ma poteva anche essere molto peggio di così“.

Ma ricordiamoci che Hülkenberg, durante la stagione di esordio, al GP del Brasile del 2010 ottiene una incredibile pole position.

I risultati più che buoni non sono mancati

Nel 2013 Hülkenberg, su Sauber, fa capire a tutti quanto vale. Con la vettura svizzera va a punti ben 10 volte giungendo quarto e quinto una volta e due volte sesto. Contribuendo al piazzamento finale della squadra nel costruttori, un inaspettato 7° posto. Pare che durante questa stagione la Ferrari gli abbia messo gli occhi sopra per portarlo a Maranello l’anno successivo. Ma il matrimonio pare sia andato in fumo ancora prima di nascere, utilizzando un SMS.

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Dalla Sauber torna in Force India confermando il suo ottimo stato di forma, nonostante il suo compagno Perez ottiene un podio, lui entra nella top ten per 15 volte su 19 gare giungendo quattro volte quinto. Il 2015 lo consacra vincitore alla 24 Ore di Le Mans su una Porsche 919 Hybrid condivisa con Earl Bamber e Nick Tandy, un dato che fa pensare a Hülkenberg che in Formula 1 se non militi in un top team sei fuori dai giochi.

L’attenzione viene posta nuovamente sul tedesco quando Renault pensa di poter ambire a risultati top rientrando in forma ufficiale, sfruttando i nuovi regolamenti del 2017. Ma i risultati non sono quelli sperati, anche se Hülkenberg centra ben poco visto che la monoposto francese non va per come dovrebbe.

Tuttavia Cyril Abiteboul, al vertice di Renault, non è parso molto d’accordo accusando Hülkenberg di mancanza di opportunismo. A questo proposito ha indicato chiaramente l’indecisione del pilota tedesco come uno dei fattori chiave per il suo allontanamento da Renault. Ma Hülkenberg ha spiegato così le dichiarazioni di Abiteboul: “Non sono d’accordo con Cyril. Qualche errore, qualche scelta sbagliata, e ti trovi in una situazione come la mia. In Formula 1 i dettagli sono tutto“.

Ipotesi Alfa Romeo Racing

Nonostante le dichiarazioni rese da Nico Hülkenberg, pare il mercato si stia muovendo in un’altra direzione nei suoi confronti. Con la volontà di ristabilire il suo valore di mercato, pare che il tedesco stia pensando ad una soluzione temporanea. Quella che porta il nome di Alfa Romeo Racing sembra infatti l’ipotesi più praticabile. Il sito russo Sportbox riporta queste parole di Hülkenberg: “in Formula 1 non si sa mai cosa può succedere. Questo è il periodo dell’anno nel quale si chiudono le trattative, vediamo dove mi porteranno“.

Anche se bisogna dire che il ragionamento non collima con altre dichiarazioni che il tedesco aveva rilasciato per motivare la trattativa non andata in porto con Haas: “sono stati diversi fattori a chiudere lo spazio, e uno di questi è la loro bassa competitività nel corso dell’anno“. Pensando poi al 2021, Hülkenberg ha detto che “se fossi fuori dalla Formula 1 già all’inizio del prossimo anno, potrei anche non tornare mai più in questo campionato”.

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Dall’Alfa Romeo Racing però ci sono segnali di apertura provenienti da Fredereic Vasseur che a Singapore aveva detto: “Nessuno conosce Nico meglio di me. In passato è stato campione in Formula 3 e in Formula 2 con il mio team, e sono stato io a portarlo in Renault nel 2017. Conosco il suo valore“. Attenzione però al fatto che Alfa Romeo Racing gode di una partnership molto stretta con Ferrari, motivo che dovrebbe servire a tenere ancorato al sedile il nostro Giovinazzi.

Una carriera da mediano

Potrebbe essere questa l’unica definizione da attribuire al buon Hülkenberg. Probabilmente se in quel lontano GP del Brasile non avesse sbagliato e se in Germania, qualche settimana fa, si fosse comportato meglio discuteremo oggi di un Nicolas diverso. Ciò che porta a riflettere, guardando alla sua lunghissima carriera, è il fatto che la vera gloria è arrivata fuori dal Circus di Formula 1.

La vittoria alla 24 Ore di Le Mans del 2015 è un chiaro segno che il talento c’era, ma è stato forse sprecato. Se quindi non vedremo Hülkenberg su una monoposto durante la prossima stagione di Formula 1 ci porteremo dietro tanti rimpianti, assieme ai suoi. Ma molte volte le cose non vanno per il verso giusto e con i se e con i ma le carriere non prendono pieghe differenti, mai. Di certo questo bravo ragazzo di Emmerich am Rhein qualche chance in più l’avrebbe meritata. Magari in Ferrari.

L'autore

Guardo alle sfide del settore automotive con grande attenzione e al motorsport (anche quello minore) con approccio critico, da appassionato. Cerco di trasmettere questo in ciò che scrivo ogni giorno.
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