BMW M: “Nel 2020 arriverà la M3 e non solo…”

BMW
BMW M

Correva l’ottobre 2018 quando Markus Flasch, il capo di BMW M, rilasciava la sua ultima intervista importante. Ai microfoni di Car, racconta i cambiamenti avvenuti in questo dieci mesi di semi-silenzio.

BMW M, Markus Flasch: “La ‘rivalità’ in famiglia con papà. Ambiamo ai riconoscimenti”

Innanzitutto, svela quanto, nonostante la prestigiosa posizione occupata nell’organigramma della Casa dell’Elica, sappia ancora provare un brivido di passione dinnanzi alle belle auto. Passione condivisa con lo staff, formato da persone competenti e competitive. Ognuno desidera vedere le proprie auto ricevere riconoscimenti.

Sin da giovane sentiva di adorare le BMW, soprattutto quelle veloci. Ma in famiglia era in corso una ‘guerra’ col padre, uomo Mercedes, ma lentamente si sta convertendo. Recentemente gli ha chiesto dell’X5. Numeri alla mano, sempre più clienti hanno acquistato le BMW M nell’ultimo decennio, fino ai 100.000 nel 2018; il trend attuale suggerisce che il dato possa aumentare di un quinto. Non male, specie se si considera i risultati della concorrenza: Jaguar ha registrato 181mila unità l’anno scorso.

Ma il nuovo capo ha davanti a sé molte sfide da affrontare e alcune controversie. I super saloni moderni mettono in difficoltà i puristi. Aggiungendo i sistemi tecnologici, qualcosa della purezza dell’E28 viene sicuramente meno, o almeno così la vedono loro. Dopo una veloce battuta su quanto sia veloce la Z4 40i (non valeva a suo dire la pena montare un nuovo propulsore), si avvicina volutamente allo Studio M, un magazzino nascosto dietro il quale racconta la sua versione del marchio.

E come futuro

Il 38enne ha fatto rapidamente carriera nelle gerarchie interne e giunge a M in piena evoluzione . Se considera il personale operato, deve puntualizzare che ha in mano un progetto di durata quadriennale, in linea con l’amministrazione BMW. Si tratta di guidare M nel futuro. Da qui in avanti il team seguirà dunque un processo di elettrificazione e questo sarà il cambiamento più significativo. È fondamentale per il manager accodarsi alla recente tendenza, senza però esagerare, infatti occorre preservare ciò che rappresenta la M. I fan dovrebbero prepararsi a vetture completamente elettriche? Attualmente sono all’opera su ogni genere, che siano sistemi a 48 volt, ibridi o veicoli elettrici a batteria: tutti concetti presenti sugli scaffali del BMW Group. Possono attingere da qualunque fonte gradiscano.

L’elenco delle cose da fare è lungo e complesso, pertanto. A ogni modo secondo Flasch pure una M “con la spina” non può permettersi di tradire quelle che sono le radici del marchio: il massimo piacere di guida, fatto di precisione, agilità e dinamica. Nessuno di questi deve cambiare, solo perché è coinvolta una batteria. Sanno che devono tenere la guardia alta.

Passeranno alla fase successiva solo quando la tecnologia sarà pronta. Riconosce che l’accelerazione è una prerogativa di qualsiasi elettrica firmata BMW M. E la BMW sarà chiamata a bilanciare le esigenze ambientali a una maneggevolezza ancora migliore e a una spiccata dinamicità. Non si tratta esclusivamente di prestazioni longitudinali, va oltre, include la maneggevolezza e le sensazioni suscitate.

Accanto alla L7 c’è un modello più brutale della M. È una E31 M8 sperimentale una tantum degli anni ’90 rielaborata con la V12 da corsa di endurance della BMW Le Mans che alimentava anche la leggendaria monoposto McLaren F1, spiega Flasch. In nome del risparmio di peso, sfoggia un paio di robusti sedili da corsa in fibra di carbonio, sfiati a bizzeffe e un set di ruote dall’aspetto molto serio e cingoli in gomma. È molto diverso dalla nuova M8 – commenta -, tuttavia non vi è alcuna contraddizione in termini di prestazioni e lusso proposte. Qualcosa che diverrà più evidente nella M. Non pensa Flash ci sia un conflitto e cita l’Aston Martin DB11, una classica GT.

BMW M: inedita concezione di suv

Altri bolidi li costruiranno col puro spirito di M, in genere le più piccole in gamma, quali la M2. Indica gli esamplari da competizione, la versione GTS di M4, CS di M3 e M4; questi sono quelli che chiamano “Sondermodelle”, ossia edizioni speciali. Non paghi, alzeranno ulteriormente l’asticella e puntano a non prendere in considerazione le sole coupé.

Dunque, il giornalista di Car domanda se BMW M sia rimasta fedele alle radici nel recente corso. I suv performanti hanno soprattutto arrecato fastidio agli appassionati e Flash ribatte dicendo che la loro M più venduta a livello globale lo scorso anno sia stata un crossover, la X3 M40 in uscita. In sincerità, ammette di aver sempre avuto un debole per le coupé e le sportive, non ha invece mai guidato granché gli Sport Utility Vehicle in passato.

L’approccio a riguardo di M è unico: cercano di trasmettere le stesse sensazioni provate su una M3 o M4. Non da oggi. Difatti, si erano già prefissi l’obiettivo nel momento in cui hanno sviluppati i nuovi X3 e X4 M. Non volevano costruire la versione M di un X3, volevano costruire un M3 con il look di suv. E lo definisce piuttosto logica. Non tutti hanno infatti la possibilità di guidare una M3, soprattutto chi vive in una zona con strade dissestate, è un tipo sportivo o ha due o più bambini.

Anche se la M3 andrebbe comunque bene, una carrozzeria suv si presta meglio alle particolari esigenze. I radicali possono tranquillamente dire che in cantiere rimane un lungo elenco di berline e coupé sportivi familiari contrassegnate M. Non hanno mai lanciato tanti nuovi prodotti come nel 2019: hanno mostrato X3 M e X4 M al salone di Shanghai di aprile, più avanti nell’anno – annuncia Flasch – lanceranno l’M8 in tre varianti e alla fine del 2019 ci saranno la X5 e la X6 M.

La M3 nel 2020 e un erede dell’M2

Una delle BMW M principali, la M3, è in preparazione per un lancio del 2020 e Flasch suggerisce che sarà più bella dell’attuale generazione, il cui motore è sempre stato messo in ombra dal precedente V8. La prossima BMW M3 avrà il nuovissimo S58, introdotto su X3 M e X4 M. Erogherà 480 Cv nella versione standard e 510 Cv nella versione da competizione. Per quanto riguarda la trasmissione, rimanda alla trazione integrale della M5: sono in grado di inserirlo pure nella M3. Sarà molto simile. Ma faranno anche veicoli a trazione posteriore, più puri e con un cambio manuale a levetta.

A ogni modo, è esclusa una M3 Touring nel prossimo periodo. Il genere non rientra nei piani. Se avesse chiesto un responso ai clienti austriaci, svizzeri e tedeschi, probabilmente avrebbero dato riscontro positivo, ma sono una società globale e hanno così tante cose da curare sul piano prestazionale che non si occupano di simili prodotti: ecco la funzione di un suv.

Gli ingegneri di Flasch hanno certi obiettivi da conseguire in termini di emissioni di anidride carbonica e la pressione per ridurla è la ragione che spinge ciascuna futura BMW M a “elettrificarsi” in qualche maniera. D’altro canto, sono consapevoli della necessità di mantenere ampie le vedute e puntare sulle bellezze in grado di scatenare le fervide fantasie. Il capo a Car conferma: ci sarà un successore dell’M2, ritenuta una vera forza della natura. Ha una grande community di fan, distilla i geni M nel pacchetto più marcato possibile e funziona benissimo. Lo ripeteranno nella prossima generazione.

BMW M Z3 Coupé: sviluppo in gran segreto

L’intervista è quasi ultimata, c’è ancora occasione di chiedere se in BMW M abbiano smarrito il lato ‘anarchico’, allergico alle direttive della casa madre. In passato diedero sfogo a idee molto originali e, come spiega, Flasch, può succedere ancora oggi. In realtà comunque  tali tipologie di progetti sono sempre più difficili da realizzare. Personalmente, un sogno nel cassetto ce l’ha e si chiama M Z3 Coupé. Anche questo era un progetto tenuto in gran segreto. Non tutti sposavano l’idea, quindi è stato sviluppato in modalità non convenzionali. Un amico, ex presidenti degli ingegneri, Burkard Goeschel, gli ha confessato quanto lavoro si sia reso necessario per sviluppare questa macchina. È stata un’operazione piuttosto segreta.

E adesso come adesso è lecito aspettarsi sorprese? Evidentemente no, visto che il capo di BMW M sostiene di non essere al lavoro su nuove e fiammanti supercar. Poco male, presto o tardi ci torneranno: l’idea di una supercar è qualcosa che rimane fedele alla mentalità di qualsiasi ingegnere BMW, in particolare degli ingegneri M. Attualmente si limitano a pensarci. Nessun lavoro avviato sui progetti simili, ma ci riflettono. Quali jolly caleranno dal mazzo? Le ipotesi accampate sono tante e sempre Car accampa una M1 rinata.

Related posts
BMW

BMW Concept 4: anticipa la Serie 4

BMW

BMW si aspetta che il mercato automobilistico globale si riprenda dalla crisi

BMW

BMW X2 xDrive25e, il SUV compatto rilascerà la versione ibrida plug-in

BMW

Bmw e la città di Monaco si impegnano nella mobilità innovativa senza emissioni