Dyson, l’auto elettrica non si farà

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Dyson SUV

Dyson, la nota azienda britannica che produce aspirapolveri senza filo, ha dichiarato di non potersi più occupare del progetto legato alla sua prima vettura elettrica. Non è passato poi molto tempo da quando James Dyson aveva depositato i bozzetti del primo SUV a batteria del marchio presso l’Ufficio Brevetti. Pare che Dyson, secondo quanto riportato da BBC, abbia spiegato ai propri ingegneri che la vettura elettrica non arriverà sulle strade.

Nella stessa comunicazione al suo staff, Dyson ha evidenziato che la società non è riuscita a trovare un acquirente per il progetto del SUV elettrico. L’idea comunque non è proprio recente visto che già nel 2016 il gruppo britannico aveva comunicato la volontà a ragionare su un progetto di questo tipo. A questo annuncio seguirono i 2 miliardi di dollari che Dyson aveva promesso per l’investimento sul veicolo elettrico: metà di questi sarebbe dovuto bastare per la produzione delle batterie mentre l’altra metà per la costruzione del SUV.

James Dyson

Tuttavia la chiusura del progetto SUV elettrico di Dyson non rappresenta la vera fine dell’investimento citato. Il programma di investimenti da più di 2 miliardi di dollari interesserà anche diversi settori tecnologici. Oltre a proseguire l’espansione a Malmesbury, Hullavington, Singapore e altre località.

L’impegno di Dyson sarà rivolto alla produzione di nuove batterie allo stato solido e altre tecnologie fondamentali.

A cominciare dalle tecnologie di rilevamento, dai sistemi di visione, dalla robotica, dall’apprendimento automatico e intelligenza artificiale. Nel futuro di Dyson ci sono soprattutto batterie che rivestono un ruolo fondamentale, un prodotto che permetterà all’azienda di consolidare la propria presenza in Regno Unito e Singapore.

Le prime consegne erano previste per il 2021

La produzione doveva essere avviata in uno stabilimento di Singapore, tra l’altro sotto la supervisione di Roland Krueger già CEO di Infiniti e con esperienze in BMW. Le prime consegne invece erano previste per il 2021. La vettura sarebbe dovuta essere un SUV di grandi dimensioni, capace di trasportare fino a 7 persone su tre file di sedili, con una lunghezza complessiva di circa 5 metri.

Inoltre Dyson aveva già speso ben 200 milioni di dollari per avviare un impianto di Ricerca e Sviluppo nel Regno Unito. Quindi adesso che il sogno dell’auto elettrica sembra svanire il sito potrebbe essere riconvertito per lo sviluppo di altre tipologie di progetti.

Tra Singapore e il Regno Unito erano state impegnate già 500 persone per lo sviluppo del nuovo SUV e i due stabilimenti in questi Paesi sono ora in fase di chiusura. Ma lo stesso James Dyson ha detto che “stiamo lavorando per trovare rapidamente ruoli alternativi all’interno di Dyson per il maggior numero possibile di team. Abbiamo posti vacanti sufficienti per assorbire la maggior parte delle persone nel nostro Home Business. Per coloro che non possono o non desiderano trovare ruoli alternativi, li sosterremo in modo equo e con il dovuto rispetto”

James Dyson ha dichiarato inoltre che “abbiamo provato molte cose durante il processo di sviluppo del progetto, semplicemente non riusciamo più a trovare un modo per renderlo commercialmente praticabile. Questo non è il primo progetto che ha cambiato direzione e non sarà nemmeno l’ultimo”. Parole utili a smorzare il fallimento e la notizia purtroppo negativa. Ma ha anche comunicato via mail a tutti i suoi dipendenti che “questo non è un fallimento del prodotto, o un fallimento del team, per il quale questa notizia sarà difficile da ascoltare e digerire. I loro risultati sono stati immensi, data l’enormità e la complessità del progetto.”

L'autore

Guardo alle sfide del settore automotive con grande attenzione e al motorsport (anche quello minore) con approccio critico, da appassionato. Cerco di trasmettere questo in ciò che scrivo ogni giorno.
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