Ecco come è morto l’accordo di fusione FCA-Renault

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Poco dopo le 9 di sera, mentre il sole iniziava a tramontare sulla facciata di vetro rotondeggiante che ospita il quartier generale della Renault, alla periferia di Parigi, il consiglio si prese una pausa. Il gruppo si era riunito per la seconda volta in altrettanti giorni per firmare una proposta di fusione con FCA. Mentre i colloqui si trascinavano, un delegato dello stato chiese di mettersi in contatto con il ministro delle finanze Bruno Le Maire, che stava cenando in città nel suo gigantesco ministero che sporge nella Senna.

Ecco cosa ha fatto infuriare il presidente di FCA John Elkann che ha deciso di interrompere la trattativa con Renault

Le Maire ha tracciato una linea rossa per Martin Vial, il suo rappresentante al tavolo e la voce del più grande e potente azionista della Renault. La Francia voleva un impegno da parte del partner di Renault, Nissan, di sostenere la fusione. La reazione di Nissan non è stata giudicata abbastanza buona, ha detto Le Maire, temendo che Nissan potesse iniziare a minare l’alleanza. Di ritorno nella sala conferenze, è diventato subito chiaro che Nissan si sarebbe, in effetti, astenuta dal voto. Quando è arrivato il turno di Vial per parlare, ha chiesto un rinvio in quanto durante il fine settimana, i ministri delle finanze del G-20 si sarebbero radunati a Fukuoka, in Giappone e Le Maire voleva usare i suoi poteri persuasivi per conquistare il partner giapponese. Vial dunque ha suggerito di posticipare il voto e di riunirsi la settimana successiva dopo il ritorno di Le Maire.

In Italia, nel frattempo, la pazienza del presidente di Fiat Chrysler John Elkann si stava esaurendo. Anche il discendente della famiglia Agnelli e discepolo del defunto amministratore delegato di FCA, Sergio Marchionne, stava ricevendo aggiornamenti sull’incontro a Parigi. Elkann aveva trascorso settimane a ricucire l’accordo con l’amministratore delegato della Renault, Jean-Dominique Senard, tenendo strettamente informato il governo francese e pensando di aver soddisfatto le loro richieste a ogni turno.

In seguito al nuovo rinvio da parte del Consiglio d’amministrazione di Renault, dopo una breve conversazione telefonica con Senard a Parigi, il 43enne ha orchestrato una straordinaria manovra. Ha riunito i membri del consiglio di amministrazione di Fiat Chrysler per un rapido incontro, in cui il gruppo ha deciso di ritirare la sua proposta di fusione. Poco dopo l’una, l’azienda ha inviato una versione concisa, in cui incolpava il governo francese della decisione dicendo che al paese mancavano le “condizioni politiche” per sostenere l’accordo.

 

L'autore

Ippolito per gli amici Lito, nasce a Monza. Laureato alla Bocconi in ingegneria meccanica. Appassionato di giornalismo in breve tempo scrive su noti portali Automotive Italiani ed esteri. Seguo in modo accurato tutto il settore Automotive News. Appassionato di Motori ed in particolare di Formula 1.
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