General Motors
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Nel tentativo di accelerare la “visione di Zero incidenti, Zero Emissioni, Zero Congestione” dell’azienda e di risparmiare 6 miliardi di dollari entro la fine del 2020, General Motors ha annunciato l’intenzione di interrompere la produzione di sei veicoli e chiudere cinque stabilimenti nel 2019. La famosa casa automobilistica americana ha rivelato l’intenzione di chiudere cinque impianti di assemblaggio e di propulsione negli Stati Uniti e in Canada e ristrutturare completamente la propria gamma di veicoli.

Il prossimo anno è prevista l’interruzione di un gruppo di modelli di berline a lenta vendita, che consentiranno a GM di spostare completamente la propria attenzione su pick up, crossover e SUV, nonché sullo sviluppo del proprio portafoglio elettrico come promesso nell’ottobre dello scorso anno. “Riteniamo che il futuro sia completamente elettrico”, ha annunciato General Motors nel 2017, delineando i propri piani per introdurre 20 modelli completamente elettrici nel mercato globale entro il 2023.

Tra i modelli sottoposti a interruzioni di produzione ci sono la Chevy Volt e la Cruze, i modelli  che rappresentavano la società dopo il recupero dalla bancarotta del 2009. Nuovi modelli come di Buick LaCrosse cesseranno di esistere dopo marzo. La produzione per la Cadillac CT7 e la Chevrolet Impala terminerà a giugno, seguita dalla Cadillac XTS nel quarto trimestre. General Motors sta pianificando un futuro completamente elettrico e persino gli ibridi plug-in come la Volt di Chevy non avranno futuro.

L’industria automobilistica sta cambiando radicalmente verso l’energia elettrica, e GM spera che questa strategia possa aiutarlo a tenere il passo. Il Presidente Donald Trump non ha però preso bene l’intenzione della società di licenziare negli USA circa 14 mila dipendenti e minaccia di togliere alla casa automobilistica tutti gli incentivi che il governo sta offrendo attualmente anche per lo sviluppo di auto elettriche.