Idrogeno: le Case chiedono più infrastrutture in Europa

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Rifornimento di idrogeno

È noto già che la tecnologia fuel cell è stata ormai completamente acquisita e i veicoli a idrogeno sono in grado di non produrre emissioni inquinanti. Inoltre i tempi necessari al rifornimento sono brevissimi, soprattutto se paragonati al tempo necessario per ricaricare un veicolo elettrico, hanno autonomia elevata e un peso contenuto.

È chiaro anche che vetture di questo tipo hanno necessità di una rete di infrastrutture dedicate, il più possibile capillare, in modo da essere competitive davvero. Bisogna anche dire che la tecnologia che abbiamo oggi non è ancora raffinata al punto da consentire la sola fuoriuscita di vapore acqueo dagli scarichi. Anche se non è poi così lontana. Sperando però non si abbia bisogno di parecchi anni per raggiungere valori vicini alla perfezione.

L’ACEA e l’IRU chiedono più investimenti

L’Associazione Europea dei Produttori di Automobili, l’Unione Internazionale dei Trasporti Stradali e l’Hydrogen Europe hanno avanzato alla politica europea la richiesta di aumentare gli investimenti in infrastrutture dedicate al rifornimento di idrogeno.

ACEA infatti rappresenta già 15 principali produttori di vetture, camion, furgoni e autobus presenti in Europa mentre Hydrogen Europe rappresenta 130 aziende che vedono nell’idrogeno un combustibile a zero emissioni. Oggi però le infrastrutture di rifornimento di idrogeno in Europa sono pochissime, motivo per cui questa tecnologia non riesce a decollare.

Toyota Mirai

La nuova Toyota Mirai a idrogeno

Tuttavia mercoledì a Bruxelles erano 450 i partecipanti alla conferenza Hydrogen for Climate Action organizzata da DG GROW con la Commissione Europea e Hydrogen Europe. In questa occasione sono stati presentati progetti per un investimento superiore ai 60 miliardi di euro da distribuire nei prossimi 5 o 10 anni. La notizia è che una volta completato l’investimento e i progetti presentati si potranno risparmiare 35 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 ogni anno.

Stoccaggio e consumo sono privi di emissioni

L’idrogeno gioca un ruolo da protagonista nell’abbandono del carbone nel settore industriale, in quello dei trasporti e in quello energetico. Ciò perché prevede produzione, stoccaggio e consumo totalmente privi di emissioni. Inoltre l’energia prodotta dall’idrogeno può essere generata nel territorio europeo con l’integrazione di produzioni provenienti dall’energia solare e eolica.

La conferenza citata ha condotto ACEA, IRU e Hydrogen Europe a una dichiarazione sottoscritta che chiede alla Commissione Europea (o meglio alla prossima ad essere eletta) di fornire il corretto sostegno delle infrastrutture di idrogeno in tutto il territorio dell’Unione Europea. Il programma prevede quindi anche la revisione della direttiva europea sulle infrastrutture per i carburanti alternativi, prevede inoltre lo sviluppo di nuovi strumenti finanziari per gli investimenti necessari alle infrastrutture e la possibilità di accedere ai finanziamenti UE già esistenti.

Oggi l’industria europea è molto avanti nella tecnologia dell’idrogeno e delle celle a combustibile. In questo senso le nuove politiche nazionali e comunitarie potrebbero contribuire ad affermare maggiormente la leadership. Oggi le stazioni per il rifornimento di idrogeno presenti nell’Unione Europea sono soltanto 125. È chiaro che bisognerà fare molto nei prossimi anni, se non moltissimo.

L'autore

Guardo alle sfide del settore automotive con grande attenzione e al motorsport (anche quello minore) con approccio critico, da appassionato. Cerco di trasmettere questo in ciò che scrivo ogni giorno.
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