Mercedes Project One in ritardo: eterno rompicapo

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Mercedes Project One

Quattro ruote, omologata per circolare su strada, ma non è un’auto come le altre. Stiamo parlando della Mercedes Project One, la supercar firmata AMG svelata al Salone di Francoforte 2017. Infatti, questa vettura ha una peculiarità che nessun’altra poteva ancora vantare, ovverosia la strettissima derivazione del suo powertrain dal cuore ibrido impiegato in Formula 1, competizione che nella recente era sportiva la Stella ha monopolizzato. Da cinque stagioni esercita il monopolio nella classe regina delle competizioni motoristiche, con quattro successi di Lewis Hamilton, intervallati da un acuto firmato Nico Rosberg. E con ogni probabilità la Casa apporrà anche il sesto sigillo consecutivo. Per enfatizzare il legame tra auto stradali e monoposto, i dirigenti di Stoccarda hanno “scritturato” un testimonial d’eccezione: il pilota finlandese Valtteri Bottas.

Certo, anche alcune Ferrari (a partire dalla F50) montano il V12 a v di 65° aspirato derivato dalla F1, ma qui si parla di un altro livello. Il veicolo tedesco destinato al pubblico non presenta né variazioni di cilindrata né concettuali nel funzionamento: il motore turbo a sei cilindri da 1.6 litri, costruito a Brixworth, dovrebbe rimanere tale e quale nella versione finale, in combinazione con quattro motori elettrici. Ma qualche problema crea seri grattacapi alla AMG.

Mercedes Project One: il nodo da sciogliere

Proprio così, in quanto il veicolo deve necessariamente rispettare i rigidi schemi di collaudo interni e, per come il cuore di F1 è configurato, non rispetta i rigidi requisiti di affidabilità e impiego medio che i tecnici impongono rigorosamente a ogni loro prodotto, senza eccezioni. La derivazione dalle corse non è una scusa per scendere a compromessi e quindi occorrerà spremersi le meningi affinché la Mercedes Project One garantisca un certo chilometraggio, così come la capacità di avviarsi anche nelle condizioni climatiche più estreme. E non dando problemi nell’affidabilità, provocati in tal caso dalle ridottissime tolleranze di un motore che, nella versione stradale, dovrebbe almeno sviluppare 600 cavalli da sommarsi ai 1.000 complessivi del plug-in elettrico.

Aspettando Godot

Una sfida ostica, in quanto ridurre tolleranze o utilizzare componentistica concettualmente diversa da quella sfruttata dal motore di Formula 1 renderebbe la Mercedes Project One diversa e meno interessante. Come accadde ad altri grandi costruttori in passato (Bugatti per esempio), il diktat è avere “la botte piena e la moglie ubriaca”. E consegnare così finalmente il bolide ai clienti che da fine 2016, versate le caparre, attendono con trepidazione il via libera alla produzione dei 275 esemplari del valore di 2.7 milioni di euro. Comunque quel giorno è ancora lontano: la vettura uscirà dall’impianto non prima del 2021.

 

 

 

 

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