Nissan

Da quando è stato arrestato il 21 novembre, l’ex CEO di Nissan, Carlos Ghosn è stato detenuto in un carcere giapponese e non gli è stato permesso di avere contatti diretti con la sua famiglia. Anche se nega fermamente le accuse mosse contro di lui, rimane in carcere in attesa di processo con l’accusa di aver commesso crimini finanziari mentre lavorava come amministratore delegato della celebre casa automobilistica giapponese. In una petizione giudiziaria per la sua ultima udienza di cauzione, il 64 enne afferma di essere disposto a pagare un importo più elevato per la cauzione, cedere i suoi passaporti e pagare costi aggiuntivi per la sicurezza, se questo è ciò che il tribunale richiede come termini di rilascio dalla detenzione.

“Se la Corte considererà la mia richiesta di libertà su cauzione, voglio sottolineare che risiederei in Giappone e rispetterei tutte le condizioni di cauzione che la Corte ritiene siano giustificate”, ha scritto Ghosn in una dichiarazione rilasciata poco prima della sua ultima udienza di cauzione a Tokyo. “Parteciperò al mio processo non solo perché sono legalmente obbligato a farlo, ma perché sono ansioso di avere finalmente l’opportunità di difendermi”, ha detto Ghosn. “Non sono colpevole delle accuse contro di me e non vedo l’ora di difendere la mia reputazione in aula, nulla è più importante per me o per la mia famiglia” ha concluso l’ex numero uno di Nissan.