Quella delle Porsche elettriche è una storia lunga 120 anni

Porsche
Porsche Taycan

Il legame tra Porsche e i motori elettrici potrebbe sembrare un fatto assolutamente recente. Ma non è così, visto che andando a ritroso ci ritroveremo nel 1898 e scopriremo che la prima vettura Porsche era alimentata proprio elettricamente.

La nuova Porsche Taycan, presentata qualche settimana fa, ha catalizzato l’attenzione del grande pubblico. Molti si sono detti scettici e particolarmente stupiti nel vedere una vettura Porsche a propulsione elettrica. Ma sono tanti quelli che non conoscono la lunga tradizione Porsche legata alla motorizzazione elettrica. Fin da quando l’automobile nemmeno esisteva, o si trovava in uno stato decisamente embrionale.

La storia delle Porsche elettriche comincia ancora prima della nascita del marchio, quando Ferdinand Porsche era uno degli ingegneri più interessanti del ‘900. Tracciamo quindi un focus su un secolo di ingegneria e di vetture elettriche a marchio Porsche.

La P1 o Egger-Lohner C.2 Phaeton

Nel 1989 Ferdinando Porsche ha soli 23 anni ma disegna già la sua prima vettura, quella conosciuta con la denominazione P1 o Egger-Lohner C.2 Phaeton. Si tratta di un’automobile dotata di quattro posti e alimentata da un motore elettrico capace di 5 cavalli utili a spingere la vetturetta fino a 25 km/h di velocità massima.

Porsche P1

 

Le batterie, a queste andature e sfruttando la bassa potenza del motore, permettevano di raggiungere un’autonomia superiore ai 70 chilometri (potendo strizzare l’occhio a qualche elettrica dei nostri giorni). Ferdinand Porsche si presenta a bordo della P1 ad una gara automobilistica a Berlino, vincendola. Il secondo classificato? A 18 minuti di distacco.

L’anno dopo Porsche affida i successivi sviluppi della motorizzazione elettrica alla viennese Lohner. All’Esposizione di Parigi del 1900, Ferdinand Porsche presenta la prima vettura al mondo dotata di propulsori elettrici inglobati nelle ruote. I due motori posti sull’asse anteriore, dotati di 2.5 cavalli l’uno, spingono la vettura alla velocità massima di 37 km/h.

La prima vera vettura ibrida della storia è la Semper Vivus del 1900. Ferdinand Porsche, per sopperire ai problemi di autonomia e al peso elevato delle batterie, decide di integrare un motore termico utilizzato come generatore. Un passaggio che anticipa i tempi. La Semper Vivus diventa vettura di serie nel 1901 (dopo alcuni test che prevedevano anche l’applicazione di motori elettrici sull’asse posteriore, quindi sfruttando tutte le quattro ruote) e rimane in produzione per 14 anni. Fino al 1915! Il successo però venne messo in discussione dal prezzo di acquisto non proprio popolare, ma anche dalla difficoltà di riuscire a ricaricare la vettura con immediatezza.

Con la Porsche Cayenne Hybrid entriamo nell’era moderna

Ci vorrranno però circa 100 anni per comprendere che l’ambiente merita qualche attenzione in più. L’interesse per le vetture elettriche comincia a crescere nei primi anni 2000. Così nel 2010 Porsche introduce la sua prima vettura ibrida di serie. Si tratta della nota Cayenne Hybrid che sfruttava si un V6 a benzina, ma in accordo con un motore elettrico che portava la potenza complessiva al valore di 380 cavalli.

Un’identica motorizzazione viene introdotta anche sulla interessante Porsche Panamera. Ma allo stesso tempo gli ingegneri della Casa di Stoccarda iniziano a sviluppare una versione totalmente elettrica della Boxter, denominata Boxter e-Concept. La spider viene dotata di due motori elettrici capaci di una potenza complessiva pari a 272 cavalli e 170 chilometri di autonomia.

Porsche 918 Spyder

Nel 2013 viene invece svelata la bellissima 918 Spyder, perfetta espressione della tecnologia Porsche inglobata in una hypercar da circa 1 milione di euro. La vettura ha un’impostazione motoristica ibrida, al V8 aspirato vengono uniti tre motori elettrici: uno sulle ruote posteriori e due su quelle anteriori. Assieme generano 887 cavalli di potenza complessiva e permettono alla Spyder di raggiungere i 100 km/h da fermo in 2,6 secondi e i 200 km/h in 7,2 secondi. La 918 Spyder permette inoltre di utilizzare i soli motori elettrici per 30 chilometri di autonomia.

La Porsche 918 Spyder diventa ben presto la vettura di serie più veloce sul circuito del Nürburgring, col tempo di 6 minuti e 57 secondi.

Sperimentazioni anche nel motorsport

Il motorsport è da sempre un ottimo campo di prova per diversi componenti che andranno poi utilizzati sulle vetture di serie. È qui che Porsche inizia a sperimentare i possibili benefici della propulsione elettrica. La prima vettura equipaggiata con un motore elettrico, destinata alle corse, è una 911 GT3 R che viene dotata di due motori elettrici posti sulle due ruote anteriori e di un sistema per il recupero dell’energia.

La Porsche 911 GT3 R, con questa impostazione motoristica, partecipa alla 24 Ore del Nürburgring del 2010.

Porsche 919 Hybrid

Quando nel 2013 Porsche annuncia l’ingresso nel WEC (Mondiale Endurance) nella categoria regina LMP1, gli occhi sono puntati sulla Porsche 919 Hybrid dotata appunto di motorizzazione ibrida (per regolamento). Il motore tradizionale viene posizionato alle spalle dell’abitacolo; si tratta di un 2.0 litri con 4 cilindri disposti a V capace di circa 500 cavalli che muovono le sole ruote posteriori.

L’asse anteriore è invece interessato da un propulsore elettrico, alimentato da batterie al Litio, capace di 400 cavalli di potenza. La Batterie della Porsche 919 Hybrid si ricarica per mezzo di due generatori, uno che si attiva durante le frenate e uno durante la fase di accelerazione, utilizzando una turbina mossa dai gas di scarico.

La Porsche 919 Hybrid è stata impiegata nel WEC dal 2014 al 2017 vincendo tre volte il campionato e altrettante volte la 24 Ore di Le Mans.

I nostri giorni parlano elettrico

Ancora oggi sia la Panamera che la Cayenne vengono rese disponibili nella variante ibrida. Tuttavia nel 2017, con l’introduzione della seconda generazione della Panamera, Porsche ha introdotto diverse tecnologie utilizzate sulla 918 Spyder sulle potenti versioni Turbo S.

La stessa Panamera Turbo S e-hybrid possiede ben 680 cavalli che gli permettono di realizzare lo 0-100 km/h in meno di 3,5 secondi. Sfruttando invece la sola modalità elettrica può percorrere circa 50 chilometri. Sebbene la vettura sia decisamente pesante (2300 chilogrammi alla bilancia) l’ottimo impianto frenante, con dischi carboceramici e pinze a dieci pistoncini, ferma la vettura in spazi ridotti.

Siamo arrivati quindi fino all’attuale Porsche Taycan, un gioiello di tecnologia. Basterà l’aspetto tipicamente Porsche e le prestazioni elevate a convincere i puristi che una Porsche può essere anche elettrica?

L'autore

Guardo alle sfide del settore automotive con grande attenzione e al motorsport (anche quello minore) con approccio critico, da appassionato. Cerco di trasmettere questo in ciò che scrivo ogni giorno.
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