Toyota paga 3,4 miliardi ai consumatori Usa: ruggine in alcuni Suv e Pick Up

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Toyota, celebre casa automobilistica giapponese e prima per numero di veicoli venduti nel mondo, ha raggiunto un accordo con le associazioni che rappresentano i consumatori americani che nei mesi scorsi hanno intentato una class action nei suoi confronti a causa di alcuni problemi di ruggine che si sono verificati in alcuni modelli. In totale si parla di oltre 3,4 miliardi di dollari che verranno consegnati ai proprietari di pickup e Suv che hanno intentato la causa. La firma è appena giunta e questa prevede  che i risarcimenti riguarderanno i proprietari di 1,5 milioni di pick up compatti Tacoma, di pick up Tundra e dei Suv Sequoia. Secondo quanto affermato dal giudice Fernando Olguin del tribunale di Los Angeles, queste automobili non hanno ricevuto da Toyota una protezione adeguata contro la ruggine.

Toyota accetta l’accordo con il giudice e pagherà 3,4 miliardi di dollari

Questo ha fatto si che i telai finissero col tempo per essere danneggiati seriamente. Toyota ha deciso di acconsentire all’accordo. E’ stato il giudice a chiedere per la sostituzione dei telai 3,3 miliardi di dollari e cioè 15 mila dollari a veicolo coinvolto. A questa somma vanno aggiunti ulteriori 90 milioni di dollari per coprire le spese relative alle ispezioni su tutti i veicoli interessati. Toyota ha detto si all’accordo in quanto vuole che i propri clienti siano soddisfatti delle sue auto e dunque ha voluto in questa maniera risolvere questo contenzioso in maniera da assicurare ai propri clienti  la qualità e l’affidabilità delle proprie vetture.

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L’accordo tra Toyota e i fautori della class action è stato ratificato lo scorso 31 ottobre 2016. Questo accordo nello specifico si riferisce alle seguenti automobili: I Pick Up Tacoma prodotti tra il 2005 e il 2010, Suv Sequoia prodotti  tra il 2005 e il 2008 e i pickup Tundra prodotti nel biennio 2007-2008. Toyota pagherà anche 9,7 milioni di spese legali e i costi della pubblicità per il richiamo di questi modelli. Insomma un accordo salato ma necessario con il quale la celebre casa automobilistica giapponese spera di aver salvato il suo buon nome nell’importantissimo mercato americano.

L'autore

Laureato in Giurisprudenza, appassionati di motori, esperto di tutto quello che riguarda Alfa Romeo.
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