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Uber

Una e-mail di 890 parole in cui venivano sollevate forti preoccupazioni sulla sicurezza dei veicoli del programma sulla guida autonoma sarebbe stata inviata ai dirigenti di Uber pochi giorni prima che un veicolo uccidesse un pedone in Arizona lo scorso marzo. L’e-mail è stata inviata al capo della divisione veicoli autonomi di Uber e ad altri alti dirigenti e avvocati da un dirigente del gruppo. L’email è stata resa pubblica da The Information, che ha convalidato le asserzioni attraverso interviste con dipendenti attuali ed ex. NelL’e-mail si rilevavano alcune problematiche relative alla tecnologia che non sarebbero state indagate correttamente o addirittura ignorate e di controllori alla sicurezza che non avrebbero avuto una formazione e un controllo accurati.

L’e-mail di Robbie Miller, un responsabile delle operazioni del gruppo, ha sollevato serie preoccupazioni riguardo al fatto che i conducenti avessero realmente il pieno controllo dei veicoli. Miller scrive che “il cattivo comportamento dell’operatore” era di solito la causa di incidenti e ha osservato che “molti dei conducenti sembrano non essere stati adeguatamente controllati o addestrati”. Egli continua a raccomandare ad Uber di ripristinare la sua politica di avere due driver di backup in ogni veicolo. Alcuni giorni dopo, il 18 marzo, un veicolo a guida autonoma della società americana è rimasto coinvolto in una collisione fatale. Secondo quanto riferito, il controllore a bordo stava guardando The Voice su Hulu sul suo telefono al momento dello schianto.

Uber

Ancor prima dello schianto fatale, l’e-mail di Miller afferma che i veicoli di Uber stavano subendo incidenti con regolarità allarmante. A quanto pare la flotta della compagnia stava “colpendo cose ogni 15.000 miglia” e un veicolo sarebbe stato danneggiato “quasi un giorno sì e uno no” nel febbraio 2018. Ovviamente l’email sta facendo nascere in USA non poche polemiche su Uber.